19/05/2015

Fiano di Avellino: zone di produzione, storia e disciplinare

Fiano di Avellino: zone di produzione, storia e disciplinare

Il Fiano di Avellino DOCG è un vino ottenuto da vigneti esclusivi di comuni situati nella provincia di Avellino, compresi perlopiù nel parco regionale del Partenio, tra la Piana di Serino e colline poste fino a 600 metri di altitudine. Nello specifico, la zona di produzione comprende i territori dei comuni di Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, Santo Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, San Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, Sant'Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto d'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino. Il Fiano di Avellino DOCG è un vino di colore giallo paglierino, il suo odore è fine, intenso e gradevole. Il sapore è fresco e armonioso.

Nettare della Magna Grecia

Il merito dei primi innesti risale ai greci, che dalla madrepatria introdussero la "Vitis Apicia", così detta per la caratteristica di attrarre api in abbondanza, grazie al profumo dolciastro delle sue uve. Esistono attestazioni del Fiano di Avellino che risalgono al Medioevo e che annoverano fra i suoi degustatori persino Federico II di Svevia e Carlo II d'Angiò. Il boom della produzione si ebbe nel XIX secolo, quando il Fiano di Avellino veniva esportato in gran parte dei paesi europei, compreso quello del palato fine e nazionalistico francese. Successivamente, la Fillossera della Vite, il temutissimo insetto che divora le radici dei vitigni, provocandone la morte, devastò i tralci, fino a ridurre la produzione di Fiano, nell'ultimo dopoguerra, alla centesima parte del secolo precedente. Tuttavia, i viticoltori avellinesi non si dettero per sconfitti, si rimboccarono le maniche e ripresero con rinnovato vigore il lavoro dei loro padri e dei loro nonni, ottenendo nel 1978 anche il riconoscimento DOC, che, successivamente, nel 2003 si tramutò in DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Il disciplinare del Fiano di Avellino DOCG

Secondo il disciplinare di produzione vini del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, la produzione è limitata al territorio menzionato - 26 comuni in tutto della provincia di Avellino - le forme di allevamento debbono essere verticali, non vengono ammesse pratiche di forzatura e tutte le operazioni di vinificazione devono essere svolte in loco. Il vitigno Fiano deve essere presente almeno per l'85%, mentre per il restante 15% è possibile utilizzare esclusivamente Greco bianco, Coda di Volpe bianco e Trebbiano toscano bianco.


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